Questa sezione è dedicata alle testate e ai giornalisti che hanno collaborato con noi

Alessandro Gaeta

Romano di nascita e residenza, Alessandro Gaeta svolge da trenta anni a questa parte la professione del giornalista, dei quali venticinque da inviato speciale. Inizia nel 1984 lavorando per la Cronaca di Roma del quotidiano Paese Sera passando ben presto ad Ansa e approdando, nel 1987, in Rai. Collabora fino al 1996 con Michele Santoro, passa da Rai Tre a Rai Uno e, nel 2010, si trasferisce alla redazione Servizi Speciali del Tg1 dove affina un lavoro di costruzione del linguaggio che ha avuto notevoli riscontri in termini di racconto e riscontro di pubblico. Pubblica “Il Capitano e la Concordia” e “Costa Concordia, l’altro volto della verità”.

Umberto Ferrari

Giornalista e critico cinematografico, collabora per due anni presso la Gazzetta d’Asti, poi per la Nuova Provincia e dal 1999 al 2003 per la rivista Festivalnews. Nel biennio 2000-2001 lavora come consulente de Il Giornale, edizione piemontese, e nei due anni successivi collabora all’organizzazione della Settimana Internazionale della Critica. Fino al 2011 è redattore e inviato della rivista Filmcronache. Autore del libro collettivo “Giovanni Pastrone”, è membro del comitato organizzativo di “Cartapesta, lenzuola e manovelle”, evento sulla storia del cinema. Nel 2006 vince il 3° premio nella categoria Critica al Festival del Cinema Muto “Strade del Cinema” (Aosta). Cura diversi volumi e cataloghi e collabora con Cinematografo.it e ViviilCinema. Nel 2016 viene designato dal consiglio dell’Utea – Università delle tre età di Asti come docente alla cattedra di Storia del cinema.

Francesca Angeleri

Giornalista e scrittrice, vanta svariate collaborazioni tra cui il Corriere della Sera di Torino, Alias, l’inserto culturale de Il Manifesto, Donna Moderna, Lettera43, sulla quale cura un blog dal titolo “Bum Baby Bum”, La Stampa, per cui ha curato la rubrica “In Cibo Veritas”, poi divenuta un libro.
Suo il ricettario vegetariano ispirato alla cucina regionale italiana dal titolo “Le grandi ricette della tradizione italiana Veg” (Gribaudo). Ha interpretato e prodotto il documentario “Magna Istria” nel quale viene narrata la tragedia istriana e giuliana attraverso l’interpretazione del cibo come terreno di non conflitto.

Lorenzo Pavolini

Nato a Roma, pubblica i romanzi Senza rivoluzione (Giunti 1997), Essere pronto (peQuod 20015), Accanto alla tigre (Fandango 2010, finalista Premio strega), Tre fratelli magri (Fandango 2012), Si sente in fondo? Avventure dell’ascolto (Ediesse, 2013). Dal ’98 collabora con Radio3 Rai, curando e presentando cicli di radiodrammi, audio documentari e serate in diretta. Ha curato Italville – New Italian Writing (Exile Edition, 2005) e l’edizione integrale delle Interviste impossibili (Donzelli 2006). Con Serafino Amato ha realizzato Ecatombe, i girini della storia, libro e dvd. Con Chiara Valerio, nel 2018, scrive Frankestein Serial, narrazione sonora trasmessa da Radio3 Scienza. Cura progetti teatrali ed è vicedirettore della rivista Nuovi Argomenti.

Luca Morino

Compositore, musicista e scrittore, ha all’attivo una vasta carriera discografica con il gruppo Mau Mau e come solista e conta innumerevoli tour in Italia e all’estero.
Cura la direzione artistica di eventi musicali del calibro di R@adio Trance, Marrakesh Connection, Slowfood/Terra Madre, La notte delle 100 chitarre e molti altri. Collabora con il giornale La Stampa, Radio3 Rai e Rete Due/Radio Svizzera Italiana. Come fotografo di viaggio e di contesti urbani, ha pubblicato reportage giornalistici e il libro Mistic Turistic (Mondadori). Nel 2016 esce il suo ultimo lavoro discografico, 8000 Km (GodzillaMarket/Universal). Nel febbraio 2018 firma la regia del videoclip Ho nostalgia di Bea Zanin presentato al SeeYouSound Festival di Torino.

Marco Giusti

Giornalista cinematografico, entra in Rai nel 1985 e realizza svariati programmi televisivi tra cui Blob, Fuori orario, Carosello, Fenomeni, Stracult e molti altri. Tra i fondatori della rivista Il Falcone Maltese con Teo Mora ed Enrico Ghezzi, nel 1996 cura la mostra su Carosello per la Triennale di Milano e nel 2004 la retrospettiva Italian Kings of the B’s – Storia segreta del cinema italiano per la Mostra del cinema di Venezia per la quale, nel 2007, cura la rassegna sul western all’italiana e nel 2010 la retrospettiva La situazione comica. Scrive numerosi saggi tra cui sin ricordano quelli dedicati alla storia di Carosello e le biografie di Moana Pozzi, Stanlio e Olio, Roberto Benigni e Totò. Collabora con L’Espresso e Il Manifesto.

Roberto Copello

Nato a Genova, entra nella redazione de Il Giornale nel 1980, un anno dopo il conseguimento della laurea in Lettere. Sotto la direzione di Indro Montanelli, lavora per nove anni spaziando dalla cronaca alla politica fino all’alpinismo. Contemporaneamente scrive di cinema con saggi su riviste settoriali e seguendo ogni anno i Festival di Cannes e Venezia. Nel 1989 entra a far parte della redazione del quotidiano Avvenire come capo servizio Esteri realizzando reportage dalla Russia dopo la caduta del Muro, dalla Bosnia e dal Taiwan. Segue l’avventura nel quotidiano La Voce e quattro anni di attività come freelance e fotografo.
Dal 1999 è caposervizio per il mensile Class. Ha pubblicato varie guide e libri e viaggiato in 56 Paesi.

Salvatore Aloise

Italiano d’origine e francese d’adozione, è corrispondente per Le Monde per il quale scrive il primo pezzo nel 1991 in occasione della caduta di uno dei tanti governi Andreotti. Dopo un breve passaggio a Bruxelles, come tirocinante presso la Commissione europea, inizia la sua carriera collaborando con il servizio francese della BBC, a Londra. Nell’88 si trasferisce a Roma. Alla collaborazione con la radio britannica aggiunge quelle con giornali ed emittenti francesi come France24. Uno dei due corrispondenti per Le Monde in Italia, lavora anche per il telegiornale di Arte, la tv culturale franco-tedesca e scrive per Internazionale.

Slobodan Savic

Giornalista, critico teatrale, autore per tv e radio, dal 1989 lavora presso la Serbian Broadcasting Corporation. Dal 2002 ad oggi è direttore del Dipartimento di programmi culturali e artistici sulla televisione serba, editore e autore della serie televisiva Reading of the Theatre, sceneggiatore e autore di numerosi film e documentari. In precedenza, è stato giornalista, editore e direttore del programma culturale di Radio Belgrado. Ha scritto due biografie inedite delle figure più famose e controverse della scena culturale e pubblica serba e autore di studi teatrali del drammaturgo di Biljana Srbljanovic. È membro di The Association of Journalists of Serbia e The Association of Theatre Critics e Theatrologists of Serbia.

Vito Teti

Professore ordinario di Antropologia Culturale presso l’Università della Calabria, dove fonda e dirige il Centro “Antropologie e Letterature del Mediterraneo”, si occupa di storia e culture dell’alimentazione, antropologia del viaggio, emigrazione, riti e feste nella società tradizionale e antropologia e etnografia dell’abbandono con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia e al Mediterraneo. Autore di volumi, saggi, racconti tradotti in più lingue, reportage fotografici e documentari etnografici, tra le più recenti pubblicazioni vi sono Fine pasto. Il cibo che verrà (Einaudi, 2015), Terra Inquieta. Antropologia dell’erranza meridionale (Rubbettino, 2015), Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandono e ritorno (Donzelli, 2017).

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