Borgoinfesta: si alza il sipario sulla 13esima edizione

Si è alzato ieri sera il sipario di Borgoinfesta, scoprendo le grandi novità della 13esima edizione, dall’Educational Tour con dieci giornalisti provenienti da tutta Italia per promuovere il territorio e il festival in particolare ad un fitto calendario di eventi che partono dal mattino per arrivare fino a sera comprendendo la riscoperta delle tradizioni e la storia dei luoghi e i progetti musicali innovativi, come quello che ha inaugurato il Sagrato della Chiesa Madre nella prima serata, Grico ‘n Blues, il poetico incontro del griko e del blues ad opera di Marco Poeta, Roberto Licci e Valentina Guardabassi.

Sono ancora una volta le “Voci di Terra” a risuonare a Borgagne, piccolo Borgo Autentico d’Italia dove da tredici anni l’APS Ngracalati mette in scena un festival eco-culturale che unisce la comunità e accoglie i primi turisti dell’estate salentina ancora ai primi accenni. Voci di Terra che quest’anno si sono trasformate anche in Racconti grazie alla sensibilità di Wilma Vedruccio, fin dal primo anno in prima linea per raccontare la terra in tutti i suoi aspetti, ieri pomeriggio accompagnata dal poeta e paesologo Franco Arminio in una passeggiata tra le caratteristiche corti borgagnesi dove il documentarista ha parlato di un “turismo della clemenza” ispirando con le sue poesie all’ascolto e al confronto.
Voci che sono state anche Grida nell’aia che la sera, in piazza, ha fatto spazio al progetto di Franco Ungaro il quale ha a sua volta ospitato dei gridatori che, salendo sulle balle, hanno comunicato senza filtri quello che succede alla nostra terra: demoni, afflizioni, dolori che oggi sono il pane quotidiano della cronaca locale e vanno gridati e condivisi, non ignorati.

A Borgoinfesta, poi, bisogna anche perdersi lasciandosi guidare dai profumi che attirano verso i piatti locali abilmente preparati dalle donne del posto, camminando fra le corti e le vie che circondano la piazza centrale, dove ogni sera viene esposta l’arte di molteplici artisti che hanno interpretato la tematica principale, Salvatore Rizzello, Luigi Zocchi, Carlo Conversano, Emilio Nicolì, i nuovi mondi di Tarshito con Tiziana Portoghese e Francesco Palazzo, e ancora Franco Chiarello, Valentina De Florio e Irene Parisi, Vito Russo con la sua mostra all’interno della Chiesa e Gianni Chiriatti.

Appuntamenti salienti della seconda giornata, sabato 3 giugno, nel pomeriggio il gradito ritorno del laboratorio di pasta fatta in casa che lo scorso anno ha registrato un notevole successo, la passeggiata “fra le scrasce” che culminerà nell’inaugurazione dell’orto organico, un orto comunitario coltivato con sistemi agricoli sostenibili, mentre in serata si torna a “gridare” al centro dell’aia con Marco Santoro Verri ospite di Franco Ungaro e si torna anche ad ascoltare la Unzapzap Bif Band, progetto musicale diretto dal maestro Luigi Morleo il quale dirige la gente del borgo valorizzando i canti tradizionali salentini con un accompagnamento d’eccezione, vale a dire gli strumenti da lavoro agricoli, zappe,  rastrelli e così via.
In un’ottica di vera integrazione, infine, questa sera l’Orchestra Popolare di via Leuca si esibirà dal sagrato della Chiesa Madre coinvolgendo  i migranti ospiti della comunità di Borgagne e, attraverso la musica, si supererà con facilità ogni barriera per uno scambio umano e sentito di culture.

Per tutte le info: www.borgoinfesta.com

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