La prima serata di Borgoinfesta tra “trappole” e canti d’amore: questa sera in scena le 100 Chitarre di Luca Morino

Borgoinfesta, alla sua 14esima edizione, accende l’estate salentina ancora agli albori lanciando un secondo festival, Off, Ortometraggi Film Festival, nella piccola e opera comunità di Borgagne. L’appuntamento fisso all’insegna del vivere sostenibile, del confronto e dello scambio interculturale, si è aperto ieri sera con i Canti d’amore di Claudia Giannotta, Marco Poeta e Roberto Chiga e, a seguire, con l’entusiasmante progetto musicale di Emenél, Moreno Turi, che ha saputo coniugare la musica trap a quella tradizionale creando un anello di congiunzione tra le generazioni. Un programma ricco di eventi e progetti inediti quello di Borgoinfesta come La Notte delle 100 Chitarre che, ideato da Luca Morino, andrà in scena questa sera portando per le vie del borgo un ensemble di musicisti professionisti e semplici appassionati sulle note di una canzone scritta per l’occasione.

Grida di terra, lo spazio a cura di Franco Ungaro per raccontare il fragile equilibrio con la natura e gli effetti delle scelte dannose che lo stanno minando, accoglierà il giornalista Stefano Martella e domenica Serena Fiorentino, scrittrice e attivista No Tap. E ancora arte, con le mostre nel frantoio ipogeo, nella Chiesa Madre e stasera la performance di Tarshito con Tiziana Portoghese e Francesco Palazzo.

La gastronomia, con le cene-spettacolo “Cibi che fanno comunità”, raccontate dalle attrici dell’Accademia AMA, e la raccolta fondi per i bambini di Ouenou per i quali l’APS Ngracalati realizza ogni anno progetti importanti, sono altre sfaccettature imprescindibili del festival che chiuderà domenica 3 giugno con l’orchestra sperimentale Unzap Zap Bif Band diretta dal Maestro Luigi Morleo che porta sul palco la voce e il suono del mondo agricolo con strumenti e attrezzi da lavoro e il progetto Ghetonia diretto da Roberto Licci, nel quale si intersecano canti e melodie delle due sponde dell’Adriatico. Anche Off chiuderà domani con la proiezione di “Mena”; documentario d’inchiesta di Maria Cristina Fraddosio fuori gara che rivelerà aspetti poco noti della realizzazione del gasdotto Tap e la premiazione dei corti vincitori al cospetto di una giuria di livello composta da Marco Giusti, critico cinematografico e autore tv, Umberto Ferrari, critico cinematografico, Salvatore Aloise, giornalista di Le Monde, Franco Ungaro, direttore AMA, Peppino Ciraci, producer, e Gianluigi De Stefano, giornalista e autore tv.

Lascia un commento