La rINvoluzione protagonista di Borgoinfesta tra laboratori, escursioni, concerti e piatti locali

Riscoperta del territorio, delle tradizioni e della storia, laboratori esperienziali, progetti musicali che si intrecciano alle diverse culture e gusti dai sapori semplici e ricchi di sapienza: Borgoinfesta, il festival eco-culturale promosso dall’APS Ngracalati e giunto alla 13esima edizione, non smette di stupire i tanti visitatori e per molti è ormai un appuntamento consolidato e immancabile che apre all’insegna della sostenibilità la stagione estiva salentina.

La seconda giornata ieri, sabato 3 giugno, è stata inaugurata in mattinata da un’escursione presso l’Area Archeologica di Roca Vecchia, uno dei più importanti siti archeologici d’Europa e, malgrado un’improvvisa pioggia, ha coinvolto fortemente i giornalisti provenienti da tutta Italia ospiti del borgo e molti altri visitatori che vi hanno preso parte. Dalla storia archeologica alla storia delle tradizioni del borgo: nel pomeriggio, infatti, alcune donne di Borgagne hanno tenuto un workshop per insegnare l’arte della pasta fatta in casa. “Mani in pasta”, questo il nome del laboratorio, ha riscosso un grande successo lo scorso anno ed è tornato con rinnovato entusiasmo ad appassionare turisti e non.

Dopo poco, un gruppo nutrito di persone ha seguito Wilma Vedruccio in una passeggiata “fra le scrasce”, alla scoperta delle proprietà e della bellezza delle piante selvatiche che crescono spontanee fra i rovi del nostro territorio. Da lì, il gruppo ha raggiunto l’Orto Organico della comunità, dove il presidente dell’APS Ngracalati, Angelo Pellegrino, ha illustrato il progetto e le sue dinamiche soffermandosi sulle tecniche dell’agricoltura rigenerativa e sulle prospettive di questa iniziativa.

In serata, poi, subito dopo la finale di Champions trasmessa anche in piazza, si è entrati nuovamente nel vivo di Borgoinfesta con le “Grida di Terra” lanciate da Marco Santoro Verri, il quale al centro dell’aia ha raccontato la storia della lotta del Comitato No Tap contro il gasdotto, le motivazioni e i retroscena.

Subito dopo, il Sagrato della Chiesa Madre si è illuminato per lasciare spazio ai progetti musicali di Borgoinfesta, ma prima Angelo Pellegrino e Monsignor Martin Adjou sono saliti sul palco assieme ad una delegazione di giovani migranti ospiti della comunità di Borgagne per parlare di integrazione, amicizia, solidarietà. Il festival, infatti, si pone anche come veicolo di integrazione e scambio fra culture e la musica è stata la chiave attraverso cui è stato possibile realizzare ciò concretamente: i migranti di Borgagne, ormai veri e propri borgagnesi, hanno partecipato attivamente alla Un Zap Zap Bif Band che, diretta dal maestro Luigi Morleo, ha fatto suonare gli strumenti da lavoro agricoli al suono dei canti popolari salentini coinvolgendo grandi e piccini, musicisti e non, in un’atmosfera di allegria e condivisione, ma soprattutto di comunità.

Il finale, poi, è stato un tripudio di culture, una vera e propria festa multietnica, con l’Orchestra Popolare di Via Leuca nella quale si mescolano contaminazioni musicali da ogni dove mettendo in evidenza le diverse entità etniche e musicali assieme alla tipica accoglienza salentina.

Gran finale questa sera, domenica 4 giugno, con al centro dell’aia Nando Popu a raccontare le afflizioni della nostra terra, e a seguire il gradito ritorno della Notte delle 100 Chitarre diretta da Luca Morino, leader dei Mau Mau che per il terzo anno ha riunito una grande orchestra itinerante di chitarristi, percussionisti e voci che porteranno in giro per il borgo una canzone scritta per l’occasione abbattendo le barriere di età e livello di preparazione tecnica, tutti possono far parte della notte musicale di Borgoinfesta che culminerà nel progetto Migranti 2.0, diretto dal maestro Luigi Morleo e donato a Bif direttamente dal Festival dei Popoli dei Bari con un’ospite d’eccezione, la meravigliosa voce di Enza Pagliara.

Lascia un commento